La Marina

Le prime notizie che si hanno sulla Marina di Siderno sono collegate alla presenza sulla spiaggia di una torre di guardia detta Tamburi,(denominata così poiché vi passava il torrente Tamburi, oggi detto Garino, che contribuì allo sviluppo dell’attività marittima commerciale e dello stesso borgo marinaro), e alla chiesa di Santa Maria di Portosalvo, poiché, proprio intorno a queste due strutture, si sviluppò il primo consistente nucleo abitato.
I pescatori locali e i padroni delle barche effettuarono il commercio marittimo e furono loro i primi a stabilirsi sul litorale sidernese. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, l’economia sidernese, e in particolare l’attività commerciale marittima, conobbero un periodo di ulteriore sviluppo. Molti commercianti di Amalfi e di Sorrento si stabilirono nella Marina di Siderno e l’attività di questi fu di vitale importanza per lo sviluppo dell’economia sidernese; erano negozianti e commercianti di cereali, pasta, olio ed altri generi di consumo. Molti di questi commercianti erano costituiti già in società o ditte commerciali (ad esempio i Bianchi, i Zitara- Guadagno, i fratelli Cuomo), essi , oltre a vendere al minuto, possedevano bastimenti , così pian piano si arricchirono sempre di più, anche perché la Marina di Siderno aveva il monopolio in tutta la costa jonica, tra Crotone e Reggio, per la vendita dell’olio e dei cereali. Questo benessere dei commercianti contribuì, inoltre, alla costruzione di nuovi palazzi.
La Marina registrò un forte incremento demografico e ciò comportò, intorno alla seconda metà del 1800, la redazione di un nuovo progetto di piano regolatore per la costruzione di strade, edifici e, addirittura, di una cattedrale, che doveva sorgere nel luogo in cui oggi sorge il mercato coperto e la scuola elementare G. Pascoli.
Si costruì un pontile in ferro utile per l’attracco dei bastimenti .L’aumento del commercio marittimo, in seguito ai numerosi scambi con gli altri porti dell’Italia meridionale, della Sicilia, delle isole joniche, dell’isola di Malta e con la costa amalfitana e sorrentina, indusse l’amministrazione comunale a deliberare l’istituzione di un ufficio per il commercio. E’ importante, inoltre, sottolineare che molti velieri venivano costruiti a Siderno, ad opera di Domenico Igneri, costruttore famoso di barche, battelli e velieri anche di grandi dimensioni. Nel 1872 la costruzione della linea ferrata danneggiò notevolmente il traffico commerciale marittimo, visto che ai velieri si sostituì il treno; ciò causò una crisi anche nell’impiego.
La Siderno di fine Ottocento e dei primi del Novecento, faceva trasparire una floridezza economica raggiunta anche grazie al fatto che alcuni commercianti, industriali, proprietari e professionisti sidernesi decisero di fondare una Banca Cooperativa al fine di depositare le loro ricchezze ed i loro guadagni, ma anche di investirli e di farli fruttare. Solo nel 1938, in seguito ad una crisi economica e finanziaria, la banca venne incorporata al Banco di Napoli.
La Marina di Siderno di fine Ottocento e dei primi anni del Novecento venne definita dal ministro Zanardelli la “Sirena del Jonio” ; vi erano stabilimenti industriali per l’estrazione dell’olio di sansa, tra cui la Gaslini, ditte produttrici di legname,sedici fabbriche di laterizi, l’importante e prestigiosa officina meccanica fondata da Sanci, che fu la prima officina nella provincia di Reggio Calabria, per la vendita e la riparazione delle automobili, specialmente FIAT.
Tra il 1870 e il 1920 vennero costituiti a Siderno società mutualistiche e previdenziali, vari circoli politici, culturali e ricreativi. Siderno divenne il centro commerciale più attivo della costa jonica. Numerose fiere si svolgevano nella cittadina, alcune già istituite nel corso del Settecento, altre che si aggiunsero nel corso dell’Ottocento. Famosa la fiera di San Lorenzo, che si continuò ad effettuare nella Siderno collinare il 10 Agosto di ogni anno, in concomitanza con la quale, nell’Ottocento, si iniziò a celebrare al festa in onore a Santa Maria dell’Arco, la cui effige si venerava nella chiesa omonima. Accanto a questa importante fiera, si aggiunsero quella di San Nicola, che si effettuava il 6 Dicembre, in onore al santo che era uno dei tre protettori del paese, e la fiera di Portosalvo, istituita con Regio Decreto nel 1819, che ancora oggi si effettua ogni anno in occasione dei festeggiamenti della Patrona della nostra città. Nel corso delle fiere si vendevano vari beni e giungevano molti venditori e commercianti che pagavano il fitto del posto in base a tariffe stabilite.
Le prime discipline sportive ad essere praticate a Siderno furono il calcio, il ciclismo ed il nuoto. La fondazione della prima squadra di calcio risale al 1911 ed il primo stadio venne costruito sul suolo oggi occupato dalla scuola elementare “G. Pascoli” e dall’edificio dell’ Istituto Tecnico “G.Marconi”.
Molta più diffusione del calcio ebbe il ciclismo, infatti, vennero organizzate molte gare e si affacciarono molti appassionati del ciclismo, che praticarono questo sport con assiduità, tanto da ottenere buoni risultati a livello agonistico.
Dopo il 1910 si verificò, però, da Siderno un’emigrazione verso l’Italia del Nord e, particolarmente, verso Genova. Il circondario di Gerace, di cui faceva parte Siderno, fu nella provincia reggina quello più interessato al fenomeno migratorio. La gente di mare lasciò il paese, spinta non solo dalla fame, ma anche dal desiderio di una vita più avventurosa. La manodopera contadina diminuì notevolmente e in alcuni casi venne sostituita con mezzi tecnici, come aratri in ferro e seminatrici. Il numero degli analfabeti, che fino alla fine del secolo era molto alto, subì una notevole contrazione. Un nuovo incremento demografico si registrò intorno al 1921, poiché molti emigrati tornarono in paese.
Nel periodo che va dal 1921 al 1946 il paese si abbellì con il monumento ai caduti in piazza Vittorio Veneto (opere di notevole interesse, in bronzo, dello scultore calabrese Michele Guerrisi), la fontana monumentale in piazza Risorgimento (fontana che venne demolita nel 1958, contemporaneamente alla demolizione del palco per la musica esistente al centro di Piazza Portosalvo), la Villa Comunale (arricchita da un lido con rotonda da ballo) un cinema- teatro(il primo della zona). Migliorarono, inoltre, le condizioni igienico- sanitarie della cittadina e vennero sistemate gran parte delle strade sconvolte dalla guerra, così le campagne si spopolarono sempre più, anche a causa dei bassi salari spettanti ai braccianti agricoli.
Intorno al 1960 Siderno attraversò un brutto periodo, in seguito ad un nuovo flusso migratorio dettato dalla mancanza di lavoro. I lavoratori emigrarono alla ricerca di condizioni di vita migliori e il centro urbano, che stava creandosi, vide pian piano allontanarsi le nuove e nascenti componenti intellettuali.